VAL DEL LAGO, E’ TUA!

FESTA COPPA
Foto A. Cella

VAL DEL LAGO – MOBILIERI 2 – 1

GOL: pt 33’ e 40’ Marcon; st 17’ Dassi.

VAL DEL LAGO: Candido, Cussigh, Danelutti, Fabbro, Daniele Rossi sr., Di Gianantonio, Daniele Rossi jr. (22’st Della Schiava), Mardero, Granzotti (45’ st De Cecco), Picco, Marcon (29’ st Zilli). All. F. D’Agaro.

MOBILIERI: Di Vora, Simone Straulino, Marsilio (1’ st Selenati), Fior (41’ st Ivancea), Maiero, Dassi, D’Andrea (20’ st Valle), Chiapolino, Vidali, Michele Straulino (7’st De Luisa), Del Linz. All. G. Buzzi.

ARBITRO: Dusso di Udine (Collaboratori Donadelli e Esposito di Tolmezzo).

NOTE: espulso Fabbro al 37’ st per doppia ammonizione; ammoniti Daniele Rossi sr., Danelutti, Del Linz.

TOLMEZZO.  La trama di una partita scritta da … Shakespeare. Eh sì, perché, in una notte di mezza estate si è avverato un sogno. Anzi, “il” sogno, quello della Val del Lago di portare a casa la Coppa Carnia. La parola “sogno” era molto ricorrente dalle parti di Alesso, in questi ultimi giorni. I tifosi, però, nell’imminenza della finale hanno preferito rimanere sul concreto, preparando delle t – shirt con la scritta “Io c’ero”, perché comunque fosse andata a finire, il fatto di esserci, di essere protagonisti di una bella storia, sarebbe stato  un evento straordinario. Queli di Sutrio, invece, che nella loro storia hanno vinto, hanno puntato sulla tradizione: la loro maglietta, gialla, riportava la scritta “scuscions”  a circondare un maggiolino stilizzato. Quando Dusso di Udine fischia l’inizio ci sono più di 1000 persone assiepate sulle tribune dei “Fratelli Ermano”. Tanta gente, come al solito, per la finale di Coppa. Partono forte i Mobilieri che hanno subito due buone (non buonissime) opportunità con Del Linz  che dalla destra scarica due diagonali sul palo opposto senza centrare la porta. Funzione bene la catena di destra, con Buzzi che vi sistema Fior e D’Andrea, per dare un senso al suo 4 – 4 – 2, schema che non può prescindere dalle sovrapposizioni degli esterni. La Val del Lago è lì, buona, che attende, conscia di essere inferiore tecnicamente agli avversari. E allora perché rischiare, si saranno detti i biancazzurri? Stiamocene qui tranquilli sperando magari in qualche volata di Picco, Di Gianantonio o Marcon oppure in qualche invenzione di Granzotti che non gioca propriamente prima punta ma fa una specie di regista avanzato, sottraendosi in questo modo alle grinfie dei centrali di difesa avversari. A un certo punto, Buzzi inverte gli esterni: a destra va Marsilio che sulla sinistra non dà quella spinta che il tecnico gli chiede e sembra non garantire gli interscambi col suo collega di corsia Dassi. Il cambio tattico, pur necessario, toglie qualcosa ai Mobilieri che però continuano a gestire palla per lungi tratti, ricavando però dal loro dominio territoriale poche cose. E allora succede che l’umiltà della Val del Lago a giocare soprattutto in copertura venga premiata: è passata da poco la mezzora, quando un pallone buttato verso l’area sutriese, sia gestito malissimo dai difensori gialloblu che in due si fanno buggerare da Marcon, abile con un tocco lento ma preciso a mettere fuori casa i due difendenti e il portiere Di Vora. La rete dello svantaggio avvilisce i Mobilieri, che dopo aver fatto la partita si ritrovano sotto e per giunta causa una loro sbavatura. Si va verso la fine del tempo e la pausa dovrà servire a Buzzi per organizzare la riscossa nella ripresa. E invece, poco prima di tornare negli spogliatoi, altra frittata: Simone Straulino, in uscita di disimpegno, perde un pallone sanguinoso, che Picco trasforma in assist perfetto per Marcon: tocco su Di Vora in uscita e raddoppio! Nella ripresa Buzzi inserisce dal 1’ Selenati e 6’ più tardi De Luisa: l’intento è quello di dare nerbo, spinta e fisicità alla squadra. Squadra che poco dopo il quarto d’ora riapre la contesa, grazie a un tiro di Dassi che supera Candido. Il gol risveglia i gialli, che magari ci mettono qualche minuto per trovare ordine e lucidità, ma ci danno dentro da matti. La Val del Lago non cambia atteggiamento e rimane attestata sulla difensiva. Barcolla fino alla fine la compagine di D’Agaro, ma non molla. I Mobilieri si creano qualche occasione, riservandosi le più clamorose nel finale: prima è De Luisa che calcia sulla traversa una spcie di rigore in movimento con la porta praticamente spalancata, poi al 92’ succede che lo stesso De Luisa calci da fuori area, Candido smanaccia e Del Linz è il primo a portarsi sulla sfera, Ha le spalle alle porta “Linç” ma Zilli non resiste alla tentazione di un contatto che purtroppo per lui Dusso giudica falloso. Lo stesso Del Linz va sul dischetto e tira alrissimo! Ancora qualche assalto e poi è la fine. Quelli della Val del Lago corrono impazziti ad esultare, quelli di Sutrio stramazzano a terra esausti e disperati. La Val del Lago ha vinto, coronando il suo sogno e anteponendo la novità alla storia, un’esistenza recente alla tradizione. Poi, è solo festa, una festa inaspettata ma reale. E ogni tifoso, ogni giocatore, ogni dirigente, una volta tornato a casa avrà avuto la tentazione di aggiungere, sotto la scritta “io c’ero” della t – shirt: “ho vinto”.

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