LA TELEFONATA: MANUEL SGOBINO (CAVAZZO)

Pronto, Manuel Sgobino? Quattro reti in sei giornate, sempre a segno nelle ultime tre uscite. Niente male questa prima parte della tua avventura a Cavazzo.
«Vero, ma il merito del sottoscritto è limitato. E’ molto più importante il lavoro svolto dai miei compagni».
Tu e la squadra siete cresciuti da quando Burba è ritornato a disposizione dopo i suoi problemi fisici. Sei d’accordo?
«Assolutamente sì. Con Mirko ci completiamo a vicenda, io potente e lui rapido, ma soprattutto ci capiamo al volo, come accadeva tre anni fa ad Ampezzo».
Tre vittorie consecutive vi hanno rilanciato dopo un inizio non brillantissimo.
«La svolta è arrivata dopo il pari con il Castello. A Gemona abbiamo rischiato di perdere dopo aver sbagliato dieci palle gol. Ci siamo guardati in faccia, dicendoci che dovevamo essere magari meno belli ma più concreti. E da quel momento le cose sono cambiate».
Dove può arrivare il Cavazzo?
«Non so se porteremo a casa il titolo, ma di certo vogliamo lottare fino alla fine per la vittoria, non solo per il secondo posto».
Quindi ritieni che il Cedarchis non sia la squadra più forte del campionato?
«I giallorossi hanno giocatori importanti, abituati a lottare al vertice. Ma noi abbiamo una gran voglia di vincere. E per noi intendo società, allenatore e giocatori, soprattutto i tanti giovani. Inoltre abbiamo il vantaggio di non avere pressioni: nessuno ci chiede di conquistare lo scudetto. Aggiungo che nello scontro diretto non ci siamo dimostrati inferiori a loro».
Un giudizio su Marino Corti?
«E’ un allenatore preparato, che ti fa rendere al meglio e non guarda in faccia nessuno. Sabato ad Illegio con due cambi all’inizio della ripresa ha fatto girare la partita».
Sei un autentico giramondo, avendo giocato con otto squadre diverse in 10 anni e restando per due stagioni consecutive solo alla Val del Lago. Casualità o scelta?
«Mi piace fare nuove esperienze, certo, ma non scelgo a priori di giocare un solo anno nella stessa formazione. Il Cavazzo mi cercava da tempo ed allora ho scelto i viola. E mi auguro di fermarmi qui a lungo».
Il tuo record di reti in Prima è di 10, con la Pontebbana 2010. Obiettivo superabile?
«Me lo auguro, ma preferisco di gran lunga il successo di squadra. Con il Venzone ho vinto la classifica marcatori Juniores e sono passato dalla Prima alla Promozione, giocando peraltro con Stefano Vidoni. Nel Carnico, invece, sono ancora a secco e vorrei colmare al più presto la lacuna».

(dal Gazzettino)

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