Che 2020 sarà?

di MASSIMO DI CENTA

Il 2019 è stato un anno particolarmente difficile per il Carnico: ad inizio stagione, infatti, ci sono state società che hanno rischiato fortemente di non iscriversi: problemi economici, demografici e più in generale gestionali sembravano insormontabili per alcune società. Ricordiamo, per esempio, l’Audax, il Comeglians, il Castello ed il Ravascletto quante difficoltà abbiano dovuto affrontare per presentarsi al via del campionato. Il Ravascletto aveva chiesto ed ottenuto una proroga di una settimana per poter completare il proprio organico. Per il prossimo torneo, al momento, non si è a conoscenza di situazioni particolarmente complicate, ma è chiaro che alcune criticità rimangono. In quest’ottica va letta la proposta, da parte del Comitato locale, di una riorganizzazione dei campionati, con l’incontro del 10 gennaio, dopo quello già svoltosi a metà dicembre.

Un Carnico che sta pagando in maniera molto pesante il decremento demografico, la concorrenza di altre discipline agonistiche e più in generale un interessamento verso il calcio sempre meno presente. Si sa che molte società stanno cercando di rinnovare i propri quadri dirigenziali. Non solo per le regole imposte dagli statuti societari, ma perché hanno intuito che il primo passo da fare è quello di creare innanzitutto una società “forte” e presente. Del resto, i dirigenti sono sempre quelli da molti anni e i nuovi arrivati potrebbero portare entusiasmo e nuove idee. Sono molti i giocatori che una volta finita la carriera accettano di far parte dei quadri dirigenziali e ci sembra una via giusta da percorrere, perché sono dentro al sistema e nessuno meglio di loro conosce i problemi da affrontare.

Interessante sottolineare anche il comportamento delle squadre extra Carnia: in Valcanale-Canal del Ferro bene la Pontebbana, senza infamia e senza lode Moggese (nonostante un grande girone di ritorno) e Val Resia. Decisamente più critica la situazione nel Gemonese, con la retrocessione del Campagnola, quella della Stella Azzurra ed un campionato senza grandi sussulti per Trasaghis, Nuova Osoppo, Val del Lago e Bordano. Spostandoci a nord-ovest, destini opposti per Sappada (brillante vincitrice del campionato di Seconda) e San Pietro (che ha fallito una promozione che sembrava alla sua portata).

Da un punto di vista tecnico, l’osservatore neutrale auspica che il prossimo campionato risulti più incerto ed avvincente di quello scorso: è innegabile che lo strapotere del Cavazzo abbia tolto interesse verso le vicende per il titolo. Alla società viola va riconosciuto il grande merito di un’organizzazione di livello praticamente professionistico, con la grande capacità di saper sfruttare e ottimizzare a massimo le proprio risorse economiche ed umane. Tocca alla concorrenza fare un salto di qualità per avvicinare il sodalizio del presidente Zearo. Ci si augura, insomma, che i Mobilieri escano dalla loro dimensione di eterna incompiuta e che qualche altra squadra riesca a pescare, da qui alla fine del mercato, gli elementi necessari per crescere. C’è molta curiosità attorno al Villa, per esempio, che ha cambiato guida tecnica ed ha cercato di inserire nella propria rosa giocatori pronti, abituati alla categoria. Poi, c’è molta curiosità per il Cedarchis: il colpo Filippo è uno di quelli che potrebbero lasciare il segno. Se il giocatore saprà calarsi con la giusta mentalità e garantirà una presenza costante, il rendimento dei giallorossi lieviterà senza dubbio, anche perché l’ossatura, pur non essendo quella dei tempi d’oro, è sufficiente valida. Occhio, inoltre alla Pontebbana, squadra dall’età media molto bassa ha aggiunto alla propria rosa tre giocatori, giovani anche loro, ma con esperienze in Eccellenza come Stefano Fabris, Simone Luongo e Gabriele De Marco e si parla anche di un possibile ritorno di Matteo Cappellaro, negli ultimi anni a Cavazzo.

Per quanto riguarda la Seconda e la Terza, ci sembra azzardato fare pronostici, visto anche l’equilibrio che ha caratterizzato la stagione scorsa: aspettiamo la chiusura del mercato e l’ufficializzazione dei nuovi acquisti per provare a vederci un po’ più chiaro.

(foto di Alberto Cella)

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