IL BILANCIO DELLA PRIMA CATEGORIA

Daniele Iob (Villa)
Daniele Iob, cannoniere della Prima con 27 reti (foto A. Cella)

REAL I.C. Cosa scrivere o dire di più di quanto non si sia scritto e detto in questi giorni? Vince lo scudetto più impensabile nella storia del Carnico, facendo della continuità di rendimento e del perfetto equilibrio tattico il proprio punto di forza. Equilibrio testimoniato anche dalla sorprendente proporzione tra gol subiti (22) e gol segnati (50). Delle prime 5 ha l’attacco peggiore ma evidentemente le reti realizzate hanno avuto un peso specifico enorme.  Il pizzico di fortuna che accompagna le grandi imprese ha scelto, probabilmente, il giusto destinatario, come sempre succede.

CAVAZZO Partita per vincere tutto, la formazione viola ha chiuso la stagione con un pugno di mosche. I campioni uscenti hanno pagato la lunga serie di infortuni che tra fine giugno e inizio luglio hanno falcidiato la squadra. Ma il dato più evidente rimane la mancanza di vittorie negli scontri diretti: contro le prime 5, su 24 disponibili ne ha conquistati 8. Troppo pochi per poter sperare nella riconferma del titolo.

VILLA Tutti si attendevano qualcosina di più dalla formazione arancione. Le premesse per far bene c’erano tutte: un gruppo collaudato, l’arrivo di un tecnico esperto e preparato come Maisano e l’arrivo di Gabriele Gauriniello sembravano credenziali validissime per puntare al titolo o quanto meno rimanere in lotta fino alla fine. La squadra sembrava attrezzata in ogni reparto, insomma, ed invece non ha mai dato l’impressione di potercela fare. Grandi partite alternate a prestazioni sotto tono sono state il segnale di quella mancanza di continuità che serve per puntare in alto.

OVARESE Non era squadra da primissimi posti e questo lo si sapeva. Per questo il quarto posto finale può essere considerato un risultato più che positivo, anche in considerazione del fatto che i biancazzurri hanno perso il portiere titolare De Infanti dopo poche giornate. Il recupero di Manuel Gonano e la stagione positiva del dodicesimo Chiaruttini hanno rappresentato però valori importanti e il piazzamento a tre punti dal podio è davvero lusinghiero.

MOBILIERI Le prime giornate avevano fatto sperare in un campionato di ben altre prospettive. Invece, poi, quasi di colpo la squadra si è inceppata. Certo, il piazzamento in classifica denota, rispetto allo scorso campionato, un salto in avanti molto importante, ma Gilberto Buzzi e la società, se vorranno dar seguito all’ambizioso progresso intrapreso dallo scorso anno, dovranno lavorare molto sulla personalità e sul carattere dei giocatori. Al livello di prospettive, attualmente, quella gialloblu è la squadra che ne ha più delle altre. Grande delusione per la Coppa Carnia persa in finale.

VAL DEL LAGO la doppietta Coppa – Supercoppa rimarrà storica e naturalmente farà passare in secondo piano il sesto posto finale che sarebbe stato di per sé già un grandissimo risultato. Franco D’Agaro, all’esordio da tecnico nel Carnico, ha dimostrato di poter entrare prestissimo nell’elite dei grandi allenatori Ha saputo costruire una grande gruppo e soprattutto ha avuto il grandissimo merito di saper trarre il massimo da ogni singolo giocatore. Non c’è stato un elemento che si sia rivelato più decisivo di un altro, ma tutti hanno reso al massimo: un collettivo pratico e funzionale nel vero senso della parola.

CAMPAGNOLA La rosa ristretta e le difficoltà che incontrano tutte le squadre all’inizio di un nuovo corso societario potevano creare le premesse per una stagione difficile. Ed invece così non è stato, perché il “Campa” è sempre stato nei quartieri medio alti della classifica. Per il prossimo anno si parla già di nomi importanti, individualità da innestare su un telaio di assoluta sufficienza. I tempi del Campagnola in lotta per il titolo sembrano lontani, ma se la dirigenza saprà proseguire nel lavoro intrapreso potrebbero tornare vicinissimi.

FUSCA Il buon campionato scorso poteva autorizzare la speranza di una ulteriore crescita ed invece la squadra non ha dato seguito al trend di crescita. La questione allenatore (con Corti dimissionario dopo poche giornate) di certo ha influito sul resto della stagione (senza per questo dare responsabilità al subentrante Lavia) ma resta la sensazione che la squadra avrebbe potuto far meglio.

CASTELLO Piazzamento finale in linea con le previsioni di inizio stagione. Qualche periodo di sofferenza, qualche calo di rendimento, ma tutto sommato una salvezza che non si è dimostrata così “drammatica” da raggiungere. Flavio Basaldella non vuol sentir parlare di suoi meriti personali, condividendo con la squadra i suoi successi individuali, ma è fuor di dubbio che i suoi gol siano stati decisivi per la permanenza in prima.

CEDARCHIS La salvezza ottenuta per soli tre punti la dice lunga sulle sofferenza di quella squadra che solo pochi anni fa sembrava imbattibile. Ma il tempo passa, logorando muscoli e stimoli dei tanti protagonisti di quei successi. Le grandi parate di Gressani e le reti di “Teo” Zammarchi sono stati manna in qualche momento della stagione. A monte di tutto, una conduzione tecnica al limite della farsa,  il pandemonio societario, col presidente Barei che si dimette dopo poche partite e una rosa ristretta all’osso.

VERZEGNIS Nei programmi c’era la salvezza e la salvezza è arrivata. Scopo raggiunto, quindi, ma con qualche sofferenza di troppo, soprattutto dopo aver visto in alcune partite i neroverdi giocare alla pari anche con squadre più blasonate. Il cambio di allenatore è stato assorbito bene, soprattutto perché avvenuto in un momento delicato del torneo. Spiluttini alla fine ha fatto benissimo, ma sarebbe ingeneroso non riconoscere anche i meriti di Dario Cicutti.

ARTA TERME Una caduta forse inattesa quella dei rossoblu. La squadra magari non era attrezzata per lottare per posizioni alte, ma francamente nulla lasciava presagire la retrocessione. Cosa è mancato allora? Forse un po’ di serenità nei momenti caldi e la fiducia nei propri mezzi che non erano, come detto, di prim’ordine ma nemmeno così dimessi.

FOLGORE Le ultime giornate dello scorso campionato avevano lasciato intuire che questa sarebbe stata una stagione difficile. Qualche giocatore ha reso molto meno di quanto fosse lecito aspettarsi, qualche infortunio ha complicato le cose, ma ad Invillino non ne faranno un dramma.

PALUZZA L’handicap iniziale era già di suo una zavorra difficile da trasportare, soprattutto in un momento di cambiamenti societari e tecnici. Eppure la squadra è sempre uscita a testa alta da ogni campo e se solo avesse avuto una maggiore concentrazione (quanti punti buttati negli ultimi minuti) le cose avrebbero potuto prendere anche un’altra piega.

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